Stucco lustro oder Stuckmarmor oder Scagliola oder intagliate di stucchi (Intarsien)

Geschichte

Die Technik des „Stucco lustro“ fand ihre Blüte in der Zeit des Barock, in der die Techniken der Marmormalerei und des Marmorierens zu größter Präzision entwickelt wurden, da Naturstein, z.B. Carrara-Marmor aus Italien, in den gewünschten Mengen kaum erschwinglich war. Ergänzend zum „Stucco lustro“ setzten die Stukkateure auch den von Vasari als „intagliate di stucchi“ bezeichneten „Scagliola“ zur Marmorimitation ein. Dieser Stuckmarmor besteht großteils aus mit verdünntem Hautleim und Pigmenten vermengter Stuckmasse. Verschiedenfarbige Chargen werden zusammengemischt und durchgeknetet, wodurch die solcherart entstandene Marmorierung durchgehend, d.h. auch im Inneren der 10-15 mm starken Platten und Formstücke zu finden ist.

Plastische Dekorationen und Vergoldungen ergänzten diese unechten Marmoroberflächen. Vom 16. bis 18. Jh. entstanden die aufwendigsten plastischen Spielereien aus Stuck wie z.B. Blütengehänge oder theatralische, teils figürliche Stuckrahmungen, die den Vorgaben des Malers folgten und zwischen Malerei und Wandgestaltungen optisch vermittelten. Schlichtere, aber nicht weniger eindrucksvolle Stuckaturen sind uns aus der Renaissancezeit erhalten geblieben.

Storia della scagliola

Le prime notizie storiche sono concordi nel riscontrare una quasi certa contemporaneità nell'uso degli impasti colorati di scagliola, sul finire del '500 ed i primi del '600, sia in Germania che in Italia. Sicuramente si può affermare che Carpi in Emilia, nel secolo XVII fu il maggiore centro di diffusione di questa tecnica con la realizzazione di opere inizialmente in bianco e nero e poi policrome, principalmente per committenti ecclesiastici.

Nel secolo XVIII Firenze e la Toscana suggellarono il pieno riconoscimento della scagliola, principalmente per merito di Enrico Hugford (1695-1771), monaco Vallombrosiano che "dovecchè gli altri non seppero con essa (la scagliola) imitare il colorito dei marmi o qualche scherzosa immagine, egli perfezionandola nel pulimento, la ridusse ancora, quanto al disegno, a rappresentare tutto ciò che la prospettiva ed il pennello può inventar di più vago" da Novelle Letterarie (1771).

Lavori in scagliola sono rintracciabili a Firenze nella chiesa di San Miniato al Monte, nell'Oratorio di San Tommaso d'Aquino, agli Uffizi, a Palazzo Pitti, all'Opificio delle Pietre Dure e nei dintorni come Settignano, nel Chianti, nel Valdarno, nella Valdisieve, senza dimenticare l'Abbazia di Vallombrosa che conserva ancora molte opere di Hugford.All'estero si possono ammirare nei più importanti musei tra cui Victoria and Albert Museum di Londra, Louvre a Parigi e collezioni private in USA.

Nell'Ottocento sempre a Firenze, con l'istituzione della cattedra all'Accademia e poi a Livorno, con i fratelli Della Valle, ci furono gli ultimi significativi esempi di questa lavorazione poi riscoperta da Bianco Bianchi intorno al 1950.

Testo tratto dal documento "Scagliola, intarsio di colore" di Alessandro Bianchi
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